Genie Wiley, la ragazza selvaggia che ha riconosciuto solo il suo nome

Genie Wiley è una ragazza americana che ha vissuto gran parte della sua vita in isolamento totale, privata del contatto umano e delle esperienze di vita normali. Abusata e trascurata dalla sua famiglia, Genie è stata tenuta prigioniera in una stanza chiusa per gran parte della sua infanzia, senza luce del sole, senza parlare e senza essere educata. Quando è stata finalmente liberata e assistita da esperti, è diventata un caso di studio per gli psicologi e gli studiosi del linguaggio, in quanto ha imparato a parlare solo a 13 anni. Genie ha affrontato molte difficoltà nella vita, ma ha anche dimostrato una sorprendente resilienza e una capacità di adattamento alle nuove esperienze. La sua storia è stata immortalata in un documentario e ha suscitato l’interesse di molti studiosi e ricercatori.

Genie Wiley: la storia commovente della bambina selvaggia nel nuovo film

Genie Wiley è diventata famosa per essere stata una bambina selvaggia che ha trascorso gran parte della sua vita rinchiusa in una stanza e che ha riconosciuto solo il suo nome. La sua storia commovente è stata recentemente raccontata nel film “Genie”, diretto da Pablo Larraín.

Nata nel 1957, Genie è stata tenuta in isolamento dalla sua famiglia fino all’età di 13 anni. Soffriva di ritardo mentale e fisico e i suoi genitori, convinti che fosse affetta da una malattia mentale, l’hanno tenuta segregata in una stanza senza finestre, senza opportunità di socializzare o di imparare a parlare.

Quando Genie è stata finalmente liberata, ha iniziato a imparare a parlare e a socializzare, ma ha continuato a lottare per adattarsi alla vita normale. Ha vissuto in diversi centri di cura e ha avuto difficoltà a relazionarsi con gli altri a causa della sua esperienza di isolamento.

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Il film di Larraín racconta la storia di Genie attraverso gli occhi di una psicologa che cerca di aiutarla a ricostruire la sua vita. Il film esplora anche il ruolo dei genitori di Genie nella sua esperienza traumatica e la mancanza di risorse disponibili per aiutare i bambini con disabilità mentale e fisica.

La storia di Genie Wiley è una storia commovente e tragica, ma è anche un monito sull’importanza di fornire alle persone con disabilità le risorse e il sostegno necessari per vivere una vita felice e soddisfacente.

La storia di Genie Wiley: il film su Netflix

Genie Wiley fu una ragazza selvaggia che, per gran parte della sua vita, non conobbe altre persone oltre ai suoi genitori abusivi. La sua storia è stata raccontata nel documentario “The Secret of the Wild Child”, che ha ispirato il film di Netflix “Genie”.

Genie nacque nel 1957 e, sin da piccola, fu vittima di maltrattamenti da parte dei suoi genitori. La madre, su cui gravava un disturbo mentale, la teneva chiusa in una stanza senza finestre, legata a un seggiolone e costretta a vivere in totale isolamento. Il padre, un uomo violento, non interveniva mai.

Genie trascorse i suoi primi 13 anni in queste condizioni, senza mai imparare a parlare o a comunicare con gli altri. Fu scoperta nel 1970, quando i vicini chiamarono la polizia: la madre aveva deciso di abbandonare la casa, portando con sé solo i suoi figli maschi. Genie fu trovata in una stanza vuota, sporca e piena di escrementi. Non sapeva camminare correttamente e non parlava.

Dopo il ritrovamento, Genie fu portata in un centro per la cura dei bambini abbandonati, dove fu studiata da psicologi e linguisti. La loro attenzione era incentrata sulle sue capacità linguistiche, poiché non aveva mai imparato a parlare. Con il tempo, Genie imparò a comunicare attraverso il linguaggio dei segni e alcune parole semplici.

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Il documentario “The Secret of the Wild Child” racconta la storia di Genie e il suo percorso di riabilitazione. Il film di Netflix “Genie” è la trasposizione cinematografica di questa storia, con la regia di Pablo Larraín.

Il film si concentra sulla figura della madre di Genie, interpretata da Elle Fanning. Il personaggio della madre è descritto come una donna affetta da disturbi mentali, che ha inflitto a sua figlia un trattamento disumano. Il padre, interpretato da Ethan Hawke, è un uomo debole e incapace di proteggere la figlia.

“Genie” è un film toccante e commovente, che racconta la storia di una ragazza che ha vissuto in condizioni disumane per gran parte della sua vita. La pellicola ci mostra come il potere dell’amore e dell’empatia possa aiutare anche chi ha subito le peggiori violenze a ritrovare la speranza e la voglia di vivere.